
Il business plan della nuova SRL deve tenere distinte quattro grandezze: capitale sociale indicato nell’atto, conferimenti dei soci, quote di partecipazione e liquidità necessaria per sostenere i primi pagamenti. Il capitale non è un semplice budget di spesa: nell’atto costitutivo devono risultare capitale sottoscritto e versato, conferimenti e quote; il piano di cassa deve invece mostrare quando le risorse sono effettivamente disponibili e quando usciranno.
La decisione pratica è quindi questa: prima si ricostruiscono le risorse secondo la loro natura e quanto previsto nell’atto; poi si confrontano con il calendario delle spese di costituzione e dei primi mesi. Se il confronto lascia un saldo insufficiente, il risultato utile non è riclassificare una voce, ma individuare lo scarto, la sua data e la scelta da definire con soci, commercialista e notaio.
In sintesi
- L’atto costitutivo della SRL indica capitale sottoscritto, capitale versato, conferimenti dei soci e relative quote.
- Il valore complessivo dei conferimenti non può essere inferiore al capitale sociale; il tipo di conferimento segue quanto stabilito nell’atto.
- Con capitale inferiore a diecimila euro, ma almeno pari a un euro, i conferimenti devono essere in denaro e integralmente versati alle persone cui è affidata l’amministrazione.
- Un finanziamento del socio va tenuto in una riga separata del piano di cassa: non va assimilato automaticamente al capitale.
- Il fabbisogno iniziale emerge dal confronto tra liquidità disponibile, data dei pagamenti e uscite previste, non dal solo ammontare del capitale.
Capitale, conferimenti, quote e cassa: cosa separare nel piano
Per la regola ordinaria, l’atto costitutivo indica un capitale non inferiore a diecimila euro, con evidenza della parte sottoscritta e di quella versata. Lo stesso atto deve indicare i conferimenti di ciascun socio e il valore attribuito a crediti e beni conferiti in natura, oltre alla quota di partecipazione. Queste informazioni rispondono a domande diverse: il capitale è l’ammontare dichiarato; il conferimento è ciò che il socio apporta; la quota individua la partecipazione del socio. Nel piano è utile riportarle in colonne o righe separate, senza usare la quota percentuale come se fosse disponibilità di cassa.
L’articolo 2464 del Codice civile stabilisce che il valore complessivo dei conferimenti non può essere inferiore al capitale sociale. Se l’atto non dispone diversamente, il conferimento è in denaro. Per i conferimenti in denaro, alla sottoscrizione dell’atto va versato almeno il venticinque per cento, oltre all’intero soprapprezzo; nella costituzione con atto unilaterale è richiesto l’intero ammontare. I mezzi di pagamento sono indicati nell’atto. Perciò il business plan non dovrebbe chiamare liquidità immediata un bene o un credito conferito: il suo valore contribuisce alla struttura del capitale, ma il calendario dei pagamenti richiede di verificare separatamente le somme effettivamente utilizzabili.
Esiste la possibilità di fissare un capitale inferiore a diecimila euro, fino ad almeno un euro. In questa ipotesi la fonte stabilisce una condizione precisa: i conferimenti sono in denaro e integralmente versati alle persone cui è affidata l’amministrazione. Nel piano, questa scelta richiede quindi una riga distinta per il capitale effettivamente versato e una verifica del fabbisogno: un capitale ridotto non quantifica da solo le spese che la società dovrà sostenere nei primi mesi.
Un eventuale finanziamento dei soci è un’altra voce ancora. Può alimentare la previsione di cassa, ma non diventa per questo capitale sociale. L’articolo 2467 disciplina la postergazione del rimborso rispetto agli altri creditori per i finanziamenti concessi nelle situazioni descritte dalla norma, tra cui l’eccessivo squilibrio dell’indebitamento rispetto al patrimonio netto o una situazione finanziaria della società nella quale sarebbe stato ragionevole un conferimento. Il piano deve quindi registrare separatamente capitale e finanziamenti, indicandone importo, data di effettiva disponibilità e rimborso previsto solo se documentato dalle decisioni societarie. Questo articolo non consente di dedurre automaticamente interessi, effetti fiscali o convenienza economica.
Flusso documentale del fascicolo iniziale
- Atto e prospetto dei soci. Riporta dal progetto di atto il capitale sottoscritto, quello versato, i conferimenti, i valori attribuiti a beni o crediti e le quote. Aggiungi separatamente l’importo globale, almeno approssimativo, delle spese di costituzione poste a carico della società.
- Calendario della cassa. Elenca per mese le risorse che saranno effettivamente disponibili e le uscite con una data o un periodo previsto: spese di costituzione, sede, strumenti, forniture e altre voci dichiarate. Non confondere il risultato economico con la liquidità: una previsione di ricavi non equivale a un incasso già disponibile.
- Riconciliazione e decisione. Sottrai dal saldo iniziale le uscite previste fino alla prima data in cui sono attesi nuovi incassi o altre risorse documentate. Se compare uno scarto negativo, annota data, importo e voce che lo genera. La scelta successiva può riguardare tempi, costi o risorse da definire; lo scarto non si risolve rinominando un finanziamento come capitale.
Esempio aritmetico illustrativo
Si ipotizzano: capitale iniziale in denaro effettivamente disponibile pari a 10.000 euro; spese di costituzione pari a 2.000 euro; canone operativo di 1.200 euro al mese per 3 mesi; strumenti iniziali per 1.400 euro. L’ipotesi non include ricavi né finanziamenti dei soci e serve soltanto a mostrare il confronto fra disponibilità e uscite.
| Voce/documento | Importo | Calcolo |
|---|---|---|
| Capitale iniziale disponibile | 10.000 euro | Input ipotetico |
| Spese di costituzione | 2.000 euro | Input ipotetico |
| Durata del primo periodo | 3 mesi | Input ipotetico |
| Canone operativo mensile | 1.200 euro | Input ipotetico |
| Canone operativo del periodo | 3.600 euro | 1.200 euro × 3 mesi |
| Strumenti iniziali | 1.400 euro | Input ipotetico |
| Totale uscite previste | 7.000 euro | 2.000 euro + 3.600 euro + 1.400 euro |
| Liquidità residua del periodo | 3.000 euro | 10.000 euro − 7.000 euro |
In queste ipotesi il risultato è una liquidità residua di 3.000 euro, non un utile e non una valutazione della sostenibilità oltre il periodo considerato. Il prospetto non include imposte, regole agevolative, finanziamenti, ammortamenti o altre voci non dichiarate. La conclusione cambierebbe se cambiasse la data di disponibilità del capitale, il numero di mesi, l’importo delle uscite o l’esistenza di incassi e risorse effettivamente documentate. Le ipotesi semplificatrici e il calcolo corretto non dimostrano da soli la completezza contabile né la validità professionale del metodo.
Quando far esaminare il piano prima dell’atto
La difficoltà concreta nasce quando il progetto di atto indica capitale, conferimenti e quote, mentre il calendario delle uscite usa date e risorse effettivamente disponibili: i due documenti rispondono a domande diverse e non permettono, da soli, di stabilire se la cassa coprirà i primi pagamenti. Il confronto utile mette in relazione natura della risorsa, data in cui è disponibile, uscita prevista e relativo periodo; così emerge se lo scarto dipende da una voce, dal suo importo o dalla sua collocazione nel calendario.
È utile coinvolgere lo studio prima di consegnare dati definitivi al notaio, soprattutto quando il primo calendario evidenzia uno scarto, sono previsti conferimenti diversi dal denaro, si valuta un capitale inferiore a diecimila euro oppure i soci intendono mettere risorse ulteriori a disposizione della società. Il notaio cura l’atto costitutivo e lo statuto; il confronto economico e documentale serve a portare a quell’atto dati ordinati e coerenti.
Le decisioni da ordinare prima dell’appuntamento notarile aiutano a collocare il piano di cassa accanto alle scelte su soci, quote e amministrazione. Alessio Ferretti STP, studio di commercialisti, può esaminare il progetto di atto, distinguere le fonti di risorsa nel prospetto e confrontarle con il calendario delle uscite dei primi mesi, nel perimetro della consulenza preparatoria alla costituzione della SRL.
Per una prima valutazione senza impegno, descrivi la situazione, l’urgenza e l’elenco dei documenti disponibili, ad esempio progetto di atto, preventivi e calendario delle uscite. Le modalità di trasmissione saranno concordate dopo il contatto. Richiedi una consulenza per costituire la tua SRL.


Commenti
Commenti e domande dei lettori
Puoi leggere gli interventi pubblicati. Se vuoi aggiungere una domanda pertinente, apri il modulo: sarà visibile solo dopo moderazione.
Lascia un commento